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Per visitare le grotte ioniche di Leuca si può prendere il mare comodamente dalla spiaggia, libera dove è possibile sostare temporaneamente per scaricare i kayak. Per la sosta definitiva si consiglia di risalire nelle strade interne dove si possono trovare buoni punti di sosta liberi a non più di 100-200 metri. Usciti in mare si inizia a costeggiare sul lato destro lasciandosi di poppa il faro e il porto. Dopo circa un miglio si incontra la prima grande grotta detta, del Diavolo. In essa ci si addentra in una insenatura che diventa un tunnel via sempre più stretto e scuro. Se si è entrati di prua, non potendo accostare all’interno, è necessario uscire retro pagaiando. Una torcia subacquea può far comodo per vedere meglio le parti più buie. Nella zona antistante la grotta vi è una cavità con una piccola apertura : il moto ondoso con il sollevarsi del livello del mare e la chiusura della cavità, mette in pressione l’aria all’interno; successivamente essa esce violentemente insieme a spruzzi d’acqua, non appena il livello del mare si abbassa, per il sopraggiungere del cavo d’onda. Io ero ignaro, proprio di fronte all’apertura della cavità e stavo per fare una foto, quando sono stato investito dal soffio di aria e spruzzi d’acqua. Un fenomeno analogo si ha in una delle grotte adriatiche e le ha dato il nome (grotta del Soffio). Continuando la navigazione, dopo neppure un altro miglio si incontra la grotta delle Tre Porte . Il suo nome le è dato dalle tre arcate naturali che consentono di accedere all’interno. Esse sono così ampie da rendere possibile l’ingresso alle piccole imbarcazioni turistiche che fanno escursioni guidate. Dopo ancora un miglio circa, si arriva alla grotta degli Innamorati. Dal mare non è immediata la sua individuazione perché l’accesso, alto meno di un metro, non richiama l’attenzione. Comunque si è facilitati nel trovarla, visto che si trova circa 200 metri prima della grotta del Drago, facilmente visibile per la sua grandezza. Se il moto ondoso lo permette è possibile entrare nella grotta col kayak. Giunti all’interno la grotta diventa più grande e più alta (di circa 2 metri). Il fondo è sorprendentemente sabbioso con una profondità di circa mezzo metro. In fondo alla grotta ci sono due piccole spiagge di sabbia pura e senza pietre. L’acqua è freddissima e salmastra a causa di una sorgente di acqua dolce. La grotta non è molto luminosa è, nella parte più interna di una della piccole spiagge, si è praticamente al buio (anche qui può essere d’aiuto una torcia subacquea). L’ambiente è così intimo, con luce bassa e con due spiagge così esclusive per cui si può capire a cosa deve il nome questa grotta. Uscendo dalla grotta degli Innamorati si accosta a dritta e dopo circa 200 metri si è nella grotta del Drago. Essa è la più grande delle grotte ioniche con una profondità di circa 60 metri. E’ possibile entrare nella grotta da due diversi punti non collegati tra loro via mare. Infatti nella parte centrale vi sono degli scogli a pelo d’acqua che si sollevano fino al grande monolite che domina la grotta e sembra presidiarla (il drago). In fondo alla grotta vi sono delle formazioni a colonna di tipo stalagmitico. In questa grotta si possono attraccare o mettere a secco i kayak per visitarla con calma, fare delle foto e un eventuale bagno. Inutile dire che anche questa grotta è tra le mete preferite dalle imbarcazioni turistiche e può essere goduta appieno ad inizio e fine stagione. Noi ci siamo stati i primi di giugno di quest’anno ed eravamo da soli in zona. Dopo aver visitato la gotta del Drago si può decidere di continuare ancora un po’ tenendo la costa sulla dritta. Ancora un miglio e si giungerà a S. Gregorio un piccolo e grazioso borgo marino con un porticciolo, dove si potranno mettere a secco i kayak e riposarsi. Essendo complessivamente il
tratto Leuca S. Gregorio di circa 4 miglia, ci si può organizzare per fare l’escursione solo in andata, o in andata e ritorno, in base alle proprie condizioni di allenamento o di volontà.
Uscendo dalla spiaggia di Leuca si può visitare immediatamente (circa mezzo miglio di distanza, costeggiando sulla sinistra) la grotta Cazzafra che si trova nella zona del faro poco prima di punta Ristola.
Infine faccio notare che le grotte del Drago e degli Innamorati sono le uniche tra le grotte adriatiche e ioniche ad essere accessibili da terra : percorrendo la strada litoranea da Torre Vado a Leuca, avendo superato il ristorante “zio Tom”, dopo circa un chilometro si trova una villa con fichi d’india ed agavi a ridosso del muro perimetrale. Una piccola piazzola di sosta fa individuare il sentiero accidentato che porta proprio all’ingresso della grotta degli Innamorati. Stando al mare in questo posto, in agosto, ho potuto vedere le imbarcazioni da escursione alle grotte, che invitavano i turisti a visitare la grotta a nuoto. Alcuni nuotatori, giunti nelle acque antistanti alla grotta, rinunciavano alla visita scoraggiati dalla loro bassa temperatura!
Prof. Enrico Preite
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