| Il giro del basso Salento in kayak da mare di un gruppo di studenti salentini (2004) |
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Attività 2004 del gruppo kayak dell’Istituto.Le attività del gruppo kayak dell’Istituto sono state numerose ed entusiasmanti.Tra queste in particolare ricordo : l’attuazione di un corso P.O.N. (piano offerta nazionale) in primavera, che ha coinvolto venti allievi; l’escursione di due giorni in campeggio nautico da Gallipoli a Mancaversa e ritorno, effettuata a metà giugno; la partecipazione alla consueta cuccagna a mare il 24 luglio; la partecipazione a tre raduni giornalieri di kayak da mare organizzati dal Circolo della vela di Gallipoli (11 luglio), dal gruppo kayak della Lega Navale di Gallipoli (7 agosto), dal kayak club di S. Caterina (19 settembre) e, infine, tutti i gruppi si sono ritrovati in un raduno di fine anno, nel quale, è stata fatta una visita guidata all'isola di S. Andrea e si è brindato all'anno nuovo (8 dicembre). A proposito di questi ultimi c’è da dire che sono stati organizzati ottimamente ed hanno avuto una partecipazione incoraggiante: qualcosa dalle nostre parti si muove! Enrico Preite Escursione Gallipoli – Porto Badisco in kayakGUIDA: Prof. Enrico Preite Primo Giorno: Martedì 17 Agosto.
Inizia l’avventura!Alle 10:00 circa siamo già tutti presso l’Istituto tecnico nautico, luogo d’incontro prestabilito, tutti alquanto eccitati e pronti a vivere questa straordinaria avventura. Ognuno ha con sé i suoi “bagagli”. Alcuni ragazzi si conoscono già, altri invece iniziano a presentarsi e a stringere quel rapporto di amicizia e collaborazione che sarebbe inevitabilmente andato a consolidarsi con la convivenza. Ma ecco finalmente giungere il momento: sbrigati gli ultimi preparativi, il professore ci sollecita a trasportare i kayak in riva al mare. Arrivati nel posto consueto (laddove si è soliti varare le canoe durante le uscite annue), iniziamo a disporre le nostre cose nei gavoni. All’inizio è tutto molto complicato: non si riesce a far entrare tutto in quei piccoli buchi e inoltre a rendere tutto ben impermeabile attraverso i sacchetti di plastica, ma col passare dei giorni questo “passaggio obbligatorio” sarebbe diventato quasi automatico per noi ed anche alquanto veloce. Usciti dal porto, dopo le consuete raccomandazioni del Professore, ci dirigiamo direttamente verso Lido Pizzo, percorrendo la via più breve. Il mare è calmo e non si fa fatica ad arrivare, ma il tragitto è piacevole perché si è tutti in compagnia. Secondo giorno: Mercoledì 18 Agosto.Nonostante il riposo sui materassini in tenda non sia stato molto comodo, verso le 7:00 siamo già tutti in piedi, pronti a fare colazione. Dopo latte, caffè e biscotti, iniziamo a disfare le tende e a rimettere tutto nuovamente nei kayak per continuare il viaggio. Oggi però il numero dei partecipanti è cresciuto: infatti ci hanno raggiunti quattro componenti della Lega Navale, che hanno deciso di farci compagnia durante una tappa del viaggio. Così questa volta si riparte in quattordici. La prossima sosta è a Torre San Giovanni e precisamente a Lido sabbioso. La strada da percorrere è abbastanza lunga, ma il tempo passa in fretta. Arrivati alla meta, siamo tutti stanchi, e così, dopo aver placato la fame, ci rifugiamo sotto l’ombra di un albero solitario, situato dietro una duna, dove dormiamo pesantemente per circa un’oretta. Al risveglio, dopo una bella fetta di anguria, siamo di nuovo tutti pronti per ripartire, questa volta in direzione di Torre Mozza. La strada da fare non è tanta e tra una chiacchierata e l’altra ci si ritrova nel luogo desiderato. Dopo aver salutato gli amici della “Lega”, come la sera precedente si montano le tende e si prende dai gavoni tutto ciò che occorre. Questa sera, rispetto a ieri, c’è più voglia di divertirsi, forse anche perché ci si conosce un po’ meglio. Ad aspettarci lì, sulla spiaggia, troviamo le famiglie di due ragazzi, che si uniscono a noi e ci preparano un banchetto “coi fiocchi”. Dopo aver mangiato si esce un po’ a bighellonare, non importa dove, tanto ci basta stare insieme per divertirci. Terzo giorno: Giovedì 19 Agosto.Inizia un altro giorno e si ricomincia il viaggio più allegri che mai. La notte in spiaggia è stata molto fredda (soprattutto verso le 4:00) ed anche molto umida, tanto che tutti i panni, lasciati sulle tende ad “asciugare”, se prima erano umidi, ora sono invece bagnati. Ma comunque si imbusta tutto un’altra volta e si riparte sotto gli occhi affascinati dei bagnanti, che incuriositi, ci fanno delle domande alle quali siamo ben lieti di rispondere. La marcia ricomincia in direzione di Torre Vado. C’è un po’ di corrente, ma oggi più che mai non si avverte la fatica, perché iniziamo a cantare tutti insieme e così non ci accorgiamo che il tempo scorre velocemente e in un attimo ci ritroviamo alla meta prefissa. Anche qui troviamo un po’ d’ombra, come di consueto, sotto ad alcuni alberi, che ci ospitano fino a primo pomeriggio. Questa volta partiamo un po’ prima del solito, perché il professore ha intenzione di farci visitare tutte le stupende grotte che si collocano fra Torre Vado e Santa Maria Di Leuca. Ora, dopo averle visitate, possiamo veramente dire che ne è valsa la pena di riposare un po’ meno, perché è stato uno spettacolo irripetibile. Esplorare tutti quei cunicoli con il kayak è veramente affascinante. Tutti quanti i visitatori, trovandosi su imbarcazioni troppo grandi per passare, si fermano ad osservare l’entrata, mentre noi, con i nostri scafi agili e di ridotta dimensione, riusciamo a cogliere degli spettacoli naturali veramente impressionanti ed indimenticabili. In alcune grotte scendiamo dai kayak per procedere a piedi o a nuoto. E sicuramente uno dei giorni più emozionanti, dato il meraviglioso spettacolo cui abbiamo la possibilità di assistere. Giunti infine a Santa Maria Di Leuca, ci accampiamo sulla spiaggia e dopo aver cenato curiosiamo un po’ tra le bancarelle vicine al nostro accampamento, per poi andare finalmente a riposare dopo una lunga e splendida giornata. Quarto giorno: Venerdì 20 AgostoOggi svegliasi è un pò più faticoso perché ieri abbiamo fatto un più tardi del solito ed essendo Santa Maria Di Leuca una città turistica molto caotica, sono stati tanti anche i rumori che ci hanno disturbati. Però non si può ritardare la marcia, bisogna rispettare gli orari, così verso le 8:00 siamo tutti attorno al pentolino del latte ad aspettare la nostra razione. Dopo la colazione andiamo tutti al supermercato per comprare le buste di plastica, necessarie per rimettere tutto nei kayak, e qualcosa da mangiare a pranzo. Velocemente sistemiamo tutte le nostre cose e ci affrettiamo a partire, perché oggi la nostra meta è Marina Di Novaglie. Prima di arrivarci, però, visitiamo altre grotte, tra le quali ce n’è una in particolare, che senza dubbio è la grotta che ci colpisce più di tutte: dopo aver oltrepassato a piedi degli alti scogli, arriviamo ad un laghetto interno, nel quale l’acqua è blu, grazie ai raggi del sole che entrano da un buco sotterraneo; li, facendo il bagno, ci accorgiamo che l’acqua e più dolce ed è anche più fredda, sicuramente a causa di una sorgente sotterranea. Dopo aver visto altre grotte, nei pressi di Novaglie, ci troviamo di fronte al ponte del Ciolo, un ponte talmente alto che fa quasi impressione. Entrati nel Porto di Novaglie, pranziamo e ci stendiamo a riposare. Alcuni ragazzi, poi, con grande disponibilità, rispondono alle domande dei bagnanti, che incuriositi chiedono informazioni sulla tecnica da usare per manovrare il kayak. Una volta ripartiti da Novaglie, dopo circa tre ore di viaggio, giungiamo a Tricase Porto, dove, come ogni sera, risistemiamo le nostre tende e riacquistiamo parte delle forze spese con una prelibata cenetta. Forse questa è l’ultima sera che passiamo insieme, perché il programma illustratoci inizialmente prevedeva l’arrivo a Castro per sabato e il ritorno immediato a Gallipoli. Ma la sola idea che tutto finisca così presto ci rattrista moltissimo. Dunque proponiamo al professore di arrivare ad Otranto, perché questa avventura è troppo bella per finire. Lui sempre molto pronto ad ascoltarci e se possibile anche accontentarci, ci risponde che avremo la sua risposta l’indomani. Così noi andiamo a dormire con la voglia e la speranza di poter proseguire questo viaggio straordinario. Quinto giorno: Sabato 21 Agosto.Appena svegli, il professore ci informa della sua decisione: domenica arriveremo ad Otranto. Noi, contentissimi, dopo aver fatto un bagno mattutino e aver provato vari tipi di tuffo da un molo, ripariamo tutto nei gavoni e partiamo verso Castro. Il paesaggio è stupendo: anche qui visitiamo diverse grotte e insenature e tra uno stupore e l’altro, ci ritroviamo finalmente a Castro. Qui pranziamo molto velocemente e ripartiamo abbastanza presto, con l’intento di trascorrere la notte a Santa Cesarea Terme. Prima di arrivare a questa città, vediamo la famosa grotta della Zinzulusa insieme ad altre grotte minori. A Santa Cesarea Terme ci accoglie un paesaggio magnifico: ci sono alte mura che si affacciano sul piccolo porticciolo, dove noi lasciamo i nostri kayak. Le tende invece, vengono posizionate sulle mura; è complicato trovare punto favorevole, perché a causa del forte vento le tende volano, ma alla fine riusciamo a trovare la collocazione favorevole. Così arriva finalmente l’ora di cenare e subito dopo chi vuole esce a visitare un po’ il centro della città, pieno di gente. Alla breve passeggiata segue il riposo, obbligatorio dopo un’intensa giornata. GIORNO 6°: Domenica 22 AgostoAbbiamo un vento a prua molto forte, dunque prima di partire, il professore ci raccomanda di stare tutti insieme sottocosta, laddove la corrente è meno forte. Appena ci mettiamo in marcia, ci accorgiamo che è impossibile pagaiare: la corrente è troppo forte e si fa veramente fatica per procedere. A stento riusciamo a raggiungere l’insenatura di Porto Badisco, dove ci rifugiamo e a causa delle condizioni avverse siamo costretti ad interrompere il nostro viaggio. Qui restiamo fino a lunedì mattina. Svegliati da un vociare fastidioso, scopriamo che il professore ha incontrato un amico dell’Associazione Italiana “Sottocosta”, Marco Ferrario, con il quale chiacchiera animatamente. Il signor Marco ,che stazionava con il suo camper sulla spiaggia ha preparato gentilmente la colazione per tutti noi. Poco più tardi ,dopo aver caricato i kayak sul carrello, torniamo a Gallipoli con il furgone mandatoci dall’Istituto. Stanchissimi torniamo alle nostre case, contenti di poterci lavare finalmente con acqua calda e di poter dormire in letti soffici e comodi; ma comunque rammaricati per la fine di qualcosa di stupendo. Spero che questa o un’altra esperienza simile possa realizzarsi al più presto, perché è stata veramente indimenticabile e indispensabile. Ilaria Campeggio
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