Presentazione : il mio percorso di kayaker marino.
Sono Enrico Preite un insegnante di navigazione presso l’Istituto tecnico nautico di Gallipoli (LE). Da molti anni sono un appassionato del kayak da mare che ho praticato a livello dilettantistico, rigorosamente nel periodo estivo, con un kayak non idoneo, dal punto di vista della sicurezza, e con nozioni tecniche inadeguate. Ritenevo che l’eschimo fosse una manovra quasi impossibile e il comportamento da tenere in seguito ad un capovolgimento era improvvisato. Di questo, nei primi tempi, ne ho pagato le conseguenze : passando in una zona di mare frangente su un bassofondo roccioso tra due isolette, mi sono capovolto urtando con una mano su un riccio.Successivamente non riuscendo a risalire ho tirato il kayak(non munito di gavoni stagni) verso la costa e l’ ho inclinato di 90° su un lato per svuotarlo.Nel frattempo un onda lo ha sollevato e successivamente è andato a posarsi pieno di acqua , con la giunzione sporgente e tagliente della parte superiore dello scafo con l’inferiore, sui miei piedi. Perciò sono tornato a riva un po’ malconcio : con due profondi tagli sui piedi e con una mano piena di spine di ricci. Comprendevo quindi che nel kayak da mare c’è poco da improvvisare; successivamente le mie capacità sono migliorate con un lavoro da autodidatta. Il salto di qualità l’ ho avuto circa tre anni fa quando ho proposto, nella scuola in cui insegno, un progetto di creazione di un centro scolastico di kayak da mare per la sua diffusione tra gli allievi e nel territorio. L’accettazione del progetto, del quale ero il promotore, mi imponeva di migliorare le mie nozioni tecniche. In seguito ad una ricerca su internet sono entrato in contatto con la Seakayakitaly con la quale ho fatto il corso base a Formia (luglio 02, con l’istruttore Raymond Varraud e l’aiuto Federico Ferendeles ) e quello avanzato a Trevignano ( Novembre 02, con gli istruttori Ugo Paggi e Federico Ferendeles ) in un freddo e piovoso fine settimana autunnale. Ho trovato fondamentali per mia formazione il non più attivo notiziario dell’ A.I.K.D.M. del quale ho letto con attenzione tutti gli arretrati, fornitimi gentilmente da Arnaldo Bonazzi. Attualmente sono socio di Sottocosta e nell’estate scorsa ( giugno 03) ho partecipato al raduno dell’Elba che ho trovato molto interessante ed utile per la mia formazione perché mi ha posto in rapporto con i validi istruttori dell’ Associazione sempre pronti ad aiutarci nel raggiungimento di nuovi traguardi tecnici. Finalmente ho un kayak professionale : un Sardinia della ditta Resinvetro del quale sono soddisfatto.
Il centro scolastico di kayak da mare : un’esperienza da imitare?
Ci dobbiamo convincere che è un luogo comune non vero il fatto che il kayak da mare sia un’attività che attrae tendenzialmente le persone mature solo perché tali sono, in genere, i praticanti. Quello che manca ai ragazzi e ne impedisce la pratica, è sicuramente la possibilità di disporre di attrezzature di un certo costo, di spostarle con facilità e di trovarsi nell’ambito di un gruppo di coetanei che svolgono la stessa attività. Superate queste difficoltà l’attività del kayak da mare tra i ragazzi diventa possibile, divertente ed entusiasmante, anche per i formatori. L’ ambiente ideale nel quale attirare l’attenzione tra i ragazzi è la scuola, nella quale la proposta è diretta a coetanei o quasi che affrontano le stesse problematiche, e l’attività è possibile con costi limitati e, a volte, gratuitamente nell’ambito di progetti europei (corsi P.O.N), regionali o provinciali. Non necessariamente i formatori devono far parte della stessa scuola (docenti,personale A.T.A.) perché si può pensare anche ad una scuola di kayak esterna che si propone ad una Istituzione scolastica.Ma il percorso più semplice è sicuramente il primo. Inoltre un target privilegiato sono le scuole che hanno una qualche attinenza con il mare ( Istituti nautici,professionali marittimi,di animazione turistica ecc..). Infine, per ovvi motivi logistici, si devono prendere in considerazione esclusivamente le scuole delle località marine. Chi vuol provare ci pensi : è un percorso possibile.
Il centro scolastico di kayak da mare dell’Istituto nautico di Gallipoli : la nostra attività.
Fin dalla nascita il centro scolastico del kayak da mare ha suscitato interesse tra i ragazzi. Esso opera nell’ambito della Sezione vela dell’Istituto ( affiliata F.I.V.). L’orientamento che è stato dato alla nostra attività è stato quello dell’escursionismo medio breve anche in campeggio nautico. L’aspetto agonistico è stato volutamente trascurato perché non era tra gli interessi dei formatori. Tutti noi sappiamo comunque che durante le escursioni nascono continuamente piccole gare (neppure l’inflessibile Gaudenzio all’Elba, nonostante disponesse della sua potente “sega” e pur avendo a che fare con persone mature, riusciva sempre ad evitarlo) per cui non lo spirito di competizione non viene soffocato ma vissuto in termini di gioco. L’approccio al kayak avviene mediante un corso base che si svolge in primavera/autunno : si tratta di un corso di sei lezioni pomeridiane, della durata di due ore, svolte con frequenza di una a settimana. L’attività è così dilazionata perché, svolgendosi nel periodo di frequenza scolastica (nel quale è più semplice mettere insieme ragazzi che provengono da tutta la provincia), non deve sottrarre troppo tempo allo studio pomeridiano nell’arco della settimana. Successivamente, di norma nell’anno scolastico seguente, si può partecipare ad un corso avanzato. In questi due corsi teorico pratici si trattano progressivamente i seguenti argomenti : caratteristiche generali del kayak da mare e de suoi accessori; salire e scendere dal kayak nelle varie situazioni; posizione in kayak; prime pagaiate ed affinamento della tecnica, retropagaiata; uso del paraspruzzi e prove di capovolgimento con uscita dal pozzetto; autosalvataggio con paddle float e salvataggio assistito; tecniche e di virata nelle varie situazioni; spostamenti laterali : trazione e spinta; arresto; tecniche di traino; il colpo di ginocchia : eschimo a 180° con sostegno sulla prua del kayak di un compagno, appoggi alto e basso a pala lunga e a pala corta; inclinazioni con l’uso della pagaia munita di paddle float : colpo di ginocchia ed azione delle braccia; eschimo a 180° con la pagaia munita di paddle float; rientro in kayak ed eschimo nelle stesse condizioni; eschimo con l’avambraccio infilato nel paddle; eschimo a 180°e 360°con impugnatura a pala lunga; abbigliamento e rischi di ipotermia e ipertermia; nozioni generali per la preparazione e lo svolgimento di un’escursione in campeggio nautico (cosa portare e come stivarlo; navigazione e orientamento; valutazione della possibilità di svolgere l’ uscita in relazione al tempo presente e previsto; individuazione di una zona adatta all’atterraggio in relazione alle condizioni meteo-marine; gestione della fase terrestre). Sono stato molto sorpreso quando ho visto che, dopo la preparazione preliminare anzidetta con il paddle, gli allievi sono riusciti a fare l’eschimo dopo pochi tentativi e nel giro di una mezz’ora. Io infatti a Trevignano, durante il corso avanzato, avevo fatto penare il buon Ugo Paggi per due giorni (facendolo“ quasi ricredere sulle sue capacità di istruttore”) prima di tirare qualche eschimo neppure entusiasmante.Comunque avevo la scusante dell’acqua fredda….. Con gli allievi che hanno partecipato ai corsi si effettuano delle escursioni pomeridiane o dalla mattina (es. nei giorni di assemblea degli studenti ).Tra queste è molto apprezzata l ‘escursione all’isola di S. Andrea che si trova a circa un miglio ad ovest da “ Gallipoli vecchio”. Si tratta di un’oasi naturale sulla quale si trova una laguna,un faro e le postazioni dei cannoni della Seconda guerra mondiale. L’isola riveste interesse anche dal punto di vista faunistico : vi sono dei conigli selvatici dei quali si scorgono le numerose tane; vi nidifica il Gabbiano corso ed è meta di transito di alcuni uccelli migratori. La Capitaneria di porto ha emesso un’ordinanza di divieto di approdo che talvolta trasgrediamo discretamente, sempre nel rispetto assoluto dell’ambiente. A dire il vero, per fare questa escursione, siamo costretti a “sorvolare” su un’altra ordinanza ovvero quella che ci impedisce di allontanarci di più di trecento metri dalla costa. In caso di necessità comunque, disponiamo di un gommone di appoggio. Durante questa escursione in genere facciamo il periplo dell’isola e percorriamo nel complesso circa cinque miglia partendo dall’Assonautica. Un’uscita estiva che non ci perdiamo mai è quella della cuccagna mare che si svolge a luglio in occasione di S.Cristina. Il palio consiste nella conquista di una bandiera da staccare dall’estremità di un palo inclinato che sporge da una banchina : si corre sul palo sperando di percorrerlo tutto, anche se è lautamente ingrassato, altrimenti si finisce in mare in modo spesso esilarante e ,non sempre, indolore. Alla fine del palio molte imbarcazioni da diporto insieme ai pescherecci ,che portano intere famiglie, girano intorno a Gallipoli vecchio e noi ci uniamo a tale passeggiata con la variante che possiamo passare sotto i bassi ponti che attraversano l’area portuale. In estate facciamo qualche escursione più lunga che prevede il pernotto in tenda. Durante queste escursioni la percorrenza giornaliera non supera mai le 10 miglia ed è divisa in due parti : una metà la mattina e l’altra nel tardo pomeriggio. Non esagero nella lunghezza delle tappe perché i ragazzi non sono portati come molti di noi a fare di più. Durante queste uscite la tenuta dei ragazzi è stata ottima e l’esperienza è risultata divertente. Inoltre ci si muove su tratti di costa lungo i quali ci sono degli insediamenti urbani nei quali è possibile provvedere all‘acquisto di alimenti limitando il carico dei kayak. L’escursione più interessante di quest’anno si è svolta in agosto dal 18 al 22 durante la quale da Gallipoli siamo andati a Torre San Giovanni (marina di Ugento) per poi tornare, percorrendo complessivamente circa 30 miglia, con soste notturne a Marina di Mancaversa,Torre S Giovanni e Torre Suda ( al ritorno ) . Durante questa escursione si è dovuto sperimentare il traino perché un ragazzo accusava dolore alle braccia dalle prime ore.Si è incaricato del compito il fratello che non ha dovuto forzare molto perché il trainato faceva la sua parte. In questa occasione ho sperimentato la valenza psicologica di incoraggiamento del traino. In realtà i giorni successivi il ragazzo che aveva avuto d difficoltà era sempre nelle prime posizioni. Un’altro ragazzo Rizzello Paolo di tredici anni è stato la mascotte del gruppo e ci ha sorpresi per l’ottima tenuta fisica. A questa esperienza hanno partecipato sei allievi e il sottoscritto. Concludo col descrivere i mezzi di cui disponiamo che non sono certo il meglio sul mercato ma che ci permettono di fare attività anche adattandoci : sei kayak Explorer in vetroresina della ditta Fiberline con gavone di poppa stagno (o quasi!) che sono stati attrezzati da noi di cavi di sicurezza perimetrali, maniglie per il fissaggio della pagaia munita di paddle float e di elastici in coperta per il fissaggio dello stesso paddle e di altro; sono in arrivo due altri kayak tipo Raimbow oasis expedition; inoltre io uso il mio Sardinia e metto a disposizione e il mio vecchio kayak al quale è stata applicata una paratia trasversale stagna dietro al seggiolino, ottenendo il gavone di poppa con tappo a vite per lo stivaggio.
Lungi dal pensare di aver appreso tutto maestro di pochi ed allievo dei più
saluto tutti con la speranza di ritrovarci nei prossimi raduni. Gallipoli 10/1/04.
Preite Enrico
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