| Lo scalo del canneto |
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Pur avendo avuto l’appoggio dei dirigenti dell’Istituto nella creazione di un centro scolastico di kayak da mare si poteva certo fare di più. Infatti una istituzione pubblica che opera nella formazione dei giovani senza fini di lucro, avrebbe meritato sicuramente di più dello “scalo del Canneto” come punto di partenza per le sue attività. In molti anni non si è riusciti ad avere di meglio neppure per gli altri sport acquatici della nostra sezione. Di fatto attualmente non abbiamo una base logistica, mentre altri enti come il Circolo delle vela e la Lega navale di Gallipoli, hanno buoni spazi e scali in concessione. Il versante di tramontana essendo più ridossato, è di fatto dato tutto in gestione a vari enti. L’Istituto ha ottenuto uno spazio insignificante di pochi metri che, per renderlo adatto alle attività nautiche, avrebbe bisogno di opere costosissime. Si può dire che non c’è stata negli anni, da parte della Dirigenza scolastica, una attenzione costante a questa esigenza. L’Autorità marittima da parte sua, è stata avara nel concedere degli spazi per le attività nautico-sportive dell’Istituto. E’ molto frequente nello scalo entrare in contatto con pesci morti e oli versati in mare. Nell’ultima escursione sono sbarcato con due lampadine che hanno affiancato il mio kayak. In alcune foto si vedono dei fusti di olio esausto nell’area della spazzatura . Sarebbe interessante vedere in quale registro degli oli esausti è annotato il loro smaltimento. In tanti anni di attività non ho mai visto un rappresentante delle Forze dell’ordine o dell’Autorità marittima, fare dei controlli perciò si può affermare che allo scalo del Canneto regna l’anarchia tra l’indifferenza delle autorità preposte.
Enrico Preite.
Seguono alcune foto scattate nell’estate del 2008. Oggi la situazione non è certo migliorata.
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