Salentomarathon 2006 E-mail

Il 4 agosto 2006, ha preso il via da Otranto la seconda edizione di Salentomarathon, il giro del tacco d’Italia, da Otranto a S. Caterina di Nardò, in kayak da mare. Dopo una prima edizione timorosa e un po’ in sordina, che l’anno scorso, in tre tappe, ha portato i partecipanti da S.Maria di Leuca a S.Caterina, quest’anno gli intrepidi pagaiatori hanno affrontato il periglioso Adriatico esposto a tutti i venti, quasi sempre in tempesta, con le sue scogliere splendide, ma per lunghi tratti inaccessibili: gioie e dolori del kayaker che si trova ad attraversare bellezze naturali mozzafiato, ma a non avere vie di fuga per eventuali approdi di fortuna.

Lo sforzo degli organizzatori del Canoa Kayak Club Salento di S.Caterina (Nardò), coadiuvato dalla sezione kayak della Lega Navale Italiana di Gallipoli e con il contributo di: Viaggi in Salento, Salento Copiatori, e Eurosalento viaggi, è stato comunque ripagato dal successo della manifestazione e dagli apprezzamenti positivi di tutti i partecipanti sopraggiunti veramente da tutt’Italia: Stefano da Palermo, Vittorio da Ivrea, Massimo e Maurizio da Salerno, Sante da Viterbo, Claudio e Davide da Milano, Roberto da Pesaro, Valeria da Roma, Mimmo e Floriano da Polignano, oltre ai salentini, primi fra tutti i ragazzi del Prof. Preite (Ilaria, Paolo, Luca, Fabio Antonio, Mattia e Antonio)e poi tutti gli altri, per un totale di oltre trenta partecipanti.

La Marathon si è svolta in cinque tappe, della lunghezza media di circa 15 miglia, con il supporto logistico, per le attività della partenza e per il ricovero notturno, offerto dalle sezioni della Lega Navale di Otranto, nella persona del prof. Morelli, di Leuca e di Torre S.Giovanni, mentre la sicurezza e il rifornimento acqua e viveri, è stata garantita dal gommone appoggio guidato da Quintino Basurto di Mondi Sommersi. Gli scopi della manifestazione, non agonistica, ma atleticamente impegnativa, (sono stati percorsi in mare in cinque giorni oltre 70 miglia) sono stati molteplici: ? Promuovere l’uso del kayak da mare da svolgersi in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente marino e costiero ? Stimolare ad un’attività fisica all’aria aperta, non stressante, praticabile praticamente a tutte le età. ? E soprattutto valorizzare le splendide coste del Salento, stimolando un turismo non invasivo che insegni ad osservare senza disturbare, a passare senza modificare, a vivere lasciando vivere. Ci dispiace se in tutto questo abbiamo dato fastidio a qualcuno, abbiamo approfittato della disponibilità di qualche amico, se non siamo riusciti a farci apprezzare per quel che volevamo, se siamo stati troppo discreti e molti non si sono accorti della nostra presenza, comunque continueremo ad esserci.

LA CRONACA

4 agosto 2006 - 1° giornata: Otranto – Castro Le fasi della partenza sono sempre frenetiche, ognuno organizza nei minimi particolari le sue cose, paraspruzzi, pagaia di riserva, giubbino, viveri, ricambi, tenda… avrò preso tutto, dove ho messo il sacco a pelo; le previsione del tempo non sono ottimali, fin all’ultimo momento dubitavamo di poter partire, ma il porto di Otranto, riparato dai venti del quadrante meridionale, da sensazioni di calma e stimola l’ottimismo. L’avvio avviene senza grossi frastuoni, i più smaniosi già “sgommano” con le loro pagaie all’imboccatura del porto che gli ultimi, i più meticolosi, stanno prendendo l’acqua. Ci si compatta tutti all’ingresso del porto e si parte, scortati dal gommone appoggio e dalla barca del Prof. Beppe Morelli della Lega Navale di Otranto. Il mare non desta particolari preoccupazioni, del resto tutti i partecipanti si dimostrano esperti, attrezzati (come da regolamento) e tecnicamente preparati, ma il vento da Sud, che increspa il mare con onde fino a oltre 50 cm, ostacola non poco il procedere del gruppo, che comunque raggiunge per la prevista pausa pranzo Porto Badisco. I bagnanti, che popolano la spiaggia situata in fondo alla baia, famosa oltre che per le bellezze naturali e del mare, soprattutto per la “Grotta dei Cervi “ che in essa è ubicata, ci osservano con un a certa indifferenza, e alcuni con fastidio, per essere arrivati a disturbare il loro agognato bagnetto, e solo alcuni si avvicinano incuriositi per farci domande, mentre i ragazzi del noleggio canoe ci ospitano nel loro angolo, al fresco di due piccoli pini. Molti partecipanti sono stanchi per la tappa contro vento, e nel frattempo che ci si riposa e rifocilla il mare si alza di brutto, impossibile ripartire, la tappa viene chiusa a P. Badisco. La notte in tenda con un forte temporale è degna chiusura della giornata.

5 agosto 2006
– 2° giornata (previsto Castro – S.Maria di Leuca) P.Badisco- S.Mari di Leuca. Il mattino, come spesso accade, il mare si presenta ottimale, dall’alto della scogliera il paesaggio è incantevole, le previsioni però, non sono delle migliori, si prevedono perturbazioni. La colazione autogestita, col caffè di Enrico, ci ridona vitalità e buon umore. Prendiamo il mare con la speranza che le cose vadano meglio del giorno precedente e di poter arrivare almeno a Porto Tricase. Si procede abbastanza bene, un leggero vento di poppa ci fa mantenere una media superiore al previsto, decidiamo di raggiungere per la pausa pranzo Marina di Andrano. Attracchiamo, ci rifocilliamo e subito viene giù un violento acquazzone che ci costringe a riparare nel vicino bar. Niente di male. Finito di piovere si riparte con il tempo ancora incerto e il cielo nuvoloso e senza grosse difficoltà si arriva a Novaglie dove il piccolo ma grazioso porto ci accoglie mentre dal cielo si scatena il secondo acquazzone. Niente di irreparabile. I partecipanti sono abbastanza stanchi, le miglia percorse sono già 16, il tempo è ancora incerto, da un breefing veloce, con qualche disaccordo, si decide comunque di fare l’ultimo sforzo fino a Leuca, la logistica sarebbe stata sicuramente migliore nei locali della Lega Navale. Si riparte. Tutto procede bene fino all’ultimo miglio, grossi nuvoloni neri cominciano ad apparire dietro le alte scogliere del capo di Leuca, dal kayak non abbiamo una grossa visuale e le vediamo all’ultimo momento, procediamo con cauto ottimismo. Vicino all’ingresso del porto, dove inizia la barriera di massi, e si comincia a scorgere il lato di ponente, il cielo è oramai un unico colore grigio scuro con tonalità giallognole che sanno di terra sollevata, e si comincia a sentire un discreto vento fresco, foriero di acqua, quando, agitati su un gommone della Capitaneria di porto due marinai ci gridano contro: “presto rientrate, una tromba d’aria!” ; non passano che alcuni minuti che, all’improvviso, il vento si fa bufera contraria al senso di marcia, un acquazzone violento impedisce di tenere gli occhi aperti, le campane suonano a martello, c’è una specie di “si salvi chi può”, mentre gli organizzatori e i più freddi indirizzano i pagaiatori agli approdi più vicini, il gommone recupera gli ultimi, ben presto tutti raggiungono incolumi la terra ferma e come tutta la giornata finisce con una bella bagnata. Niente di male. Le docce calde della Lega Navale ci riconciliano con il mondo.

6 agosto 2006
- 3° giornata S.Maria di Leuca – Torre S.Giovanni Il mattino ci accoglie col sole che asciuga le cose e scalda gli animi, qualcuno, per vicissitudini personali abbandona il gruppo, qualche altro si aggiunge, si parte con buone speranze. Tutto procede secondo i piani, tempo sempre bello, mare quasi calmo, arrivo a Torre S.Giovanni come previsto. La Lega Navale ci mette a disposizione i locali della Torre del faro e lo spazio antistante, docce e riparo per la notte.

7 agosto 2006 – 4° giornata Torre S.Giovanni – Baia Verde Gallipoli La tappa è agevole, neanche tanto lunga, il mare è buono, si procede tra chiacchiere, risate e bagni. Solita tappa pranzo, questa volta a Marina di Mancaversa e arrivo in serata alla Baia Verde, presso lo stabilimento Elios dove il gestore ci organizza un rinfrancante barbecue.

8 agosto 2006 – 5° giornata Baia Verde – S.Caterina M.C. Arrivo verso le tre del pomeriggio, accolti dagli applausi di amici, famigliari e forse qualche sparuto estimatore, ristoro presso i locali del Circolo Nautico “La Vela” con ottimi spaghetti, vino e anguria offerti dalla generosità del Presidente Tollemeto, gelato del nostro Bar di riferimento “Gelateria Sebastian” e saluti con medaglia ricordo donata dall’assessore allo sport del Comune di Nardò, Carlo Falangone e pubblicazioni donate dalla Provincia di Lecce.

E’ la tappa più facile, corta, nelle acque di casa, siamo finalmente, veramente tranquilli. È la giornata del relax, sveglia con pasticciotti, portati dai ragazzi della Lega Di Gallipoli, partenza tranquilla, bagno al riparo dello scoglio antistante la spiaggia della Purità, giro (di “padella” ) di Gallipoli vecchia, colazione sulla banchina della Lega e via per S.Caterina.

Marco Cecchini